I ragazzi di Lampedusa

Reportage pubblicato sul mensile Galatea di maggio con il titolo “Sulla porta d’Europa” (prima parte)

Giovani tunisini al porto di Lampedusa. Aprile 2011

Sul sagrato della chiesa si gioca a calcio. Potrebbe essere Sidi Bouzid contro Sousse, visto che i calciatori sono tutti tunisini, una quindicina dei circa 4mila 500 giovani che sopravvivono accampati sugli scogli, sulla riva e nelle strade dell’isola. All’improvviso cambia il ritmo dell’azione, calciatori e spettatori della partitella dimenticano la palla e corrono verso il bordo della piazza. Una ordinata gara di velocità. Ha appena accostato un’auto che distribuisce vestiti, tutti si accalcano per racimolare qualcosa di pulito, uno strato da aggiungere per difendersi dall’umidità della notte.

Dopo la caduta del dittatore Ben Ali, a inizio febbraio sono ripresi i viaggi dalla Tunisia nel canale di Sicilia. I barconi, che partono da Sfax o Zarzis, hanno già scaricato 20 mila giovani su questo scoglio in mezzo al Mediterraneo, che in effetti è più vicino alla Tunisia che alla costa siciliana. Molti sono già stati trasferiti nelle tendopoli, in Sicilia o sul continente. Chi è rimasto a Lampedusa, e non ha posto nel centro di accoglienza sovraffollato, dorme sulle panchine o per la strada o bivacca come può al “cavallo bianco”, la collina a ridosso dell’aeroporto, tra la “Porta d’Europa” scolpita da Mimmo Paladino nel 2008 e la banchina commerciale, dove attraccano i traghetti per Linosa e Porto Empedocle.

Poco distante dalla chiesa, il chiosco di panini si è adattato ai nuovi clienti e riempie le baguette di pollo alla griglia, al posto di salsiccia e salumi. Stefano, 32 anni, e Alessandro, 24, sono due marinai della Guardia costiera, in servizio alla Capitaneria di Palermo, prestati per 15 giorni a Lampedusa per aiutare nelle operazioni di soccorso. Con la motovedetta scortano i barconi dei migranti fino alle coste dell’isola, ma in questi giorni il mare è troppo grosso e nuovi arrivi non ce ne sono. Nel pomeriggio hanno fatto amicizia con Mahmoud, un giovane tunisino che non chiedeva pane e sigarette, ma un collegamento a internet. Lo hanno portato in albergo a loggarsi suFacebook. “E mi ha pure preso in giro dicendo che il mio computer è più lento del suo”, commenta Alessandro. Mario, un pescatore dagli occhi azzurri, si lamenta: “Hanno cercato di entrare in casa di mia madre – dice – hanno forzato le porte degli appartamenti vuoti per andare a dormirci dentro”. Commentano la visita del premier Silvio Berlusconi, due giorni prima: “Meglio il cattivo conosciuto che il buono ancora da conoscere”, dice Pepito in siciliano, e poi conclude: “Adesso ci vorrebbe un bello sbarco di femmine”.

La mattina dopo, il Canale di Sicilia è ancora agitato dal maestrale e i traghetti non riescono ad attraccare, ma il sole d’aprile picchia già forte sulla banchina. I ragazzi tunisini sono dappertutto, seduti sui muretti, sulle barche, sotto le palme della spiaggetta del porto vecchio. Alcuni protestano ad alta voce, marciano avanti e indietro nei cinquecento metri di molo, gridando “Sicilia, Sicilia, Libertà, Libertà”. Quasi tutti hanno paura, cercano notizie sul proprio destino, fermano giornalisti e fotografi per chiedere che ne sarà di loro, se saranno rimpatriati, quando potranno lasciare l’isola per andarsene a cercare libertà e fortuna sul continente. La maggior parte di loro non ha 30 anni. Quasi nessuno immaginava che attraversare le 70 miglia di mare tra Mahdia e Lampedusa li avrebbe trasformati, da giovani eroi che hanno abbattuto un regime, in clandestini che nessuno vuole.

(…)

CONTINUA nei prossimi giorni su queste pagine e in versione integrale sulla rivista Galatea di maggio (si può ordinare in libreria o rivolgendosi all’editore)

Testo di Giulia Bondi. Copyright Galatea.

Annunci

4 pensieri su “I ragazzi di Lampedusa

  1. Pingback: cose che ho fatto | gnomade

  2. Pingback: I ragazzi di Lampedusa – seconda parte | gnomade

  3. Pingback: I ragazzi di Lampedusa – terza parte | gnomade

  4. Pingback: La Giulia « irughegia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...