Valle di Susa: descrizioni di una battaglia. Quinta puntata

On line su Galatea il reportage dalla Valle di Susa. Ecco la quarta puntata (qui la prima, la seconda, la terza e la quarta).

Sovrana delle altezze

Verso le otto di sera di sabato 2 luglio, davanti a San Giusto, la cattedrale romanica di Susa, cominciano a radunarsi in golfini di pizzo e gonnelle a fiori, ai piedi comodi sandali anatomici, camicie a maniche corte, una chitarra, un microfono alimentato da un piccolo generatore e le immancabili bandiere NoTav. Si prega fuori, perché il vescovo ha negato l’accesso al luogo di culto, e sul sagrato è steso lo striscione ‘Cattolici per la vita della valle’. Don Ettore De Faveri, il parrocco di San Giusto chiuso fuori dalla sua stessa chiesa, direttore del settimanale La Valsusa è tra questi cattolici vallerani:«Siamo custodi – dice – e non padroni del creato. Dobbiamo comportarci di conseguenza nei confronti della natura. Resistiamo,Resistenza non è mica una brutta parola».

Riccardo, il commercialista:«Paolo VI nella Populorum progressio parla della disuguaglianza e dello spreco. Questo Tav sarà un treno per i ricchi». «Finalmente una preghiera che non è davanti alla forza pubblica» conclude un anziano che parla col parroco. Il gruppo è quello che ha inaugurato un pilone votivo proprio nell’area della Maddalena, si radunava lì per dire il rosario di fronte agli uomini in divisa. Maria distribuisce fiori di lavanda, «purtroppo non è quella della Maddalena», ormai isolata dietro le recinzioni.

Don Michele DosioDon Michele Dosio

Davanti alla Chiesa si sono radunate una settantina di persone di ogni età, da Torino è arrivato don Michele Dosio:«Questa preghiera fuori dal tempio dice molto…il movimento NoTav in questi anni è cresciuto, si è documentato, gli altri, se hanno dei documenti convincenti non li hanno mai presentati». Riccardo gli fa eco:«È mancato un dialogo tra le istituzioni e i cittadini, si è creata un’enorme frattura. Con la preghiera – sorride – non chiediamo a Dio di fermare le ruspe, ma di aiutarci nella riflessione e favorire il dialogo».
Poche ore prima, alla Polizia che arretrava all’interno delle recinzioni della centrale elettrica di Chiomonte, alcuni ragazzi gridavano “Andate in gabbia, bastardi, coglioni”. Qui si leggono le beatitudini, le lettere di Pietro (“non rendete male per male, ma rispondete benedicendo”), le preghiere di Mazzolari e Bonhoeffer. E mentre l’assemblea intona ‘Sovrana delle altezze’, un rapace sorvola il campanile. La sua traiettoria taglia il cielo fino a scomparire oltre le montagne.

[Continua nei prossimi giorni. Il reportage completo è disponibile su Galatea.]

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2 pensieri su “Valle di Susa: descrizioni di una battaglia. Quinta puntata

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