Navigando tra corti, inchieste e documentari

Oggi inaugura una nuova categoria di post, la lista della spesa. Cose che vorrei condividere in rete, e che forse c’entrano un po’ l’una con l’altra, e forse c’entrano anche un po’ con il mio essere una giornalista partially free, una cosa che mi dà da fare parecchio, come si dice dalle nostre parti, ma che per il momento va così, e per tantissimi motivi proprio non me ne posso  lamentare. Qui si parla, in ordine sparso, di corti, inchieste e documentari: di Harraguantanamo, di Doc at Home, di Gabriele Veronesi e di Giovanni Tizian.

Domani, giovedì 29 marzo, Harraguantanamo sarà proiettato al Tpo di Bologna nella rassegna Frontiere. Poi andrà anche in 9 cinema dell’Emilia-Romagna con Doc in Tour. Sarebbe bello, bello e quasi impossibile, che a una qualche proiezione di questo mini-documentario ci potesse essere anche l’altro autore, Ilyess ben Chouikha, che lo scorso anno mi ha voluto regalare la storia del suo viaggio.

E ora comincia la lista della spesa, o meglio la lista di alcune altre notizie di questi giorni. Quelli bravi, precisi e organizzati, forse la lista della spesa la fanno già avendo in mente l’ordine degli scaffali dell’ipermercato. Altri preferiscono lasciarsi ispirare da quello che vedono sui banchi del mercato, passano davanti a una ferramenta e gli viene in mente di comprarsi due canne di bambù e del filo di ferro, impiegano tempo ed energie a girovagare o magari si fanno consigliare da un amico e alla fine entrano nel gas, non quello della canna ma quello dell’acquisto solidale. Altri ancora stanno in equilibrio, tra caos e organizzazione, e magari a volte si sbagliano, come magari sbaglio io a pensare che abbia senso, questa lista della spesa, e comunque sbaglio a continuare a divagare anziché passare alle notizie. 

Eccole. Una è Doc at home, una rassegna che porta i documentari nelle case: qualcuno mette a disposizione il salotto (grande), altri 20-25 portano occhi, cuscini e pop corn per guardare insieme cose belle che nei cinema girano poco. L’hanno importata a Modena i videomaker dell’associazione Voice Off, è appena iniziata e i prossimi appuntamenti sono il 4 e il 18 aprile.

L’altra è la querela a Gabriele Veronesi per Modena3, il suo video sulle politiche urbanistiche di Modena. Lunedì, Gabriele ha spiegato le proprie ragioni in una conferenza stampa. Il sindaco (che ha querelato a titolo personale, non istituzionale) ha risposto con le proprie motivazioni. Molto se ne è scritto in questi giorni, sulla stampa locale e non solo.  Tra le tante voci ne segnalo due piuttosto diverse tra loro, sui blog di due colleghi della Gazza (cioè la Gazzetta di Modena): Carlo Gregori (Silenzio, si querela) e Giovanni Gualmini (I cubisti).

E poi, ieri Repubblica.it ha pubblicato un’inchiesta di Giovanni Tizian dal titolo “Calabria, mare e carbone“. Giovanni (che qui racconta dell’ennesimo conflitto tra presunti posti di lavoro da creare e quasi assicurati danni ambientali, più interessi mafiosi per non farsi mancare nulla) ha iniziato scrivendo sulla Gazza, guadagnando poco e rischiando parecchio. Da qualche mese è sotto scorta per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta al nord, le ha raccolte in un libro, Gotica, e ora lo presenta in giro per l’Italia. Gli avevo scritto una mail, a Tizian, quando ho saputo delle minacce, poi per una serie di circostanze non sono mai riuscita ad andarci, alle presentazioni, e con questo post vorrei anche esprimergli, pubblicamente, la mia solidarietà per le minacce che ha ricevuto. Se non altro, ora il suo lavoro è più conosciuto, e la mobilitazione di tanti potrà servire a proteggerlo. Stasera, per esempio, è a Formigine, assieme a Carlo Lucarelli e Francesca Barra, in un incontro moderato da Giovanni Gualmini.

Per concludere con qualcosa di mio, come avevo iniziato, delle minacce ai giornalisti mi ero occupata qui, in un’intervista ad Alberto Spampinato, fondatore dell’osservatorio Ossigeno, che è di un paio d’anni fa ma qualche spunto forse può darlo ancora. Specialmente a chi si sente parzialmente libero ma cerca, a rischio di sbagliare, nuove strade per esserlo sempre di più.

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