Emilia zona rossa. Parte sesta: Rovereto

Terremoto dell’Emilia, da Rovereto sul Secchia, le storie raccolte per Galatea.

Casa, Rovereto

Dei figli si preoccupa Marco, quasi cinquant’anni, avvocato di Rovereto sul Secchia. Nella casa attraversata da profonde crepe, sulla strada che conduce alla frazione di Novi di Modena, sono rimasti pianoforte, violoncello e flauto dei suoi tre piccoli musicisti, 16, 14 e 8 anni. “L’aiuto della Protezione civile”, sostiene, “è per una popolazione incivile. D’accordo il sapone e i vestiti, ma noi vogliamo studiare, suonare, comunicare”. Con l’aiuto di amici e conoscenti, si è dotato di una connessione a internet e sta raccogliendo contributi e libri per allestire, sul suo terreno, una piccola biblioteca. Mentre parla, gli operai puntellano la sua casa. L’accampata di Marco comprende moglie, figli, suoceri e due zii anziani, che siedono su sdraio di plastica con sudoku e cruciverba.

La parte ovest della Bassa modenese, a nord di Carpi, è tra le poche, in questa fetta di pianura, dove la campagna sembra ancora padrona. Ci sono fabbriche, a Novi c’è il distretto delle di scale, a Concordia la multiutility Cpl. Ma mentre a pochi km paesi e frazioni si susseguono quasi senza soluzione di continuità, qui si vede soprattutto campagna. Attorno a Mirandola, le gru impegnate nelle demolizioni delle fabbriche segnano una nuova skyline. Nelle campagne di Rovereto e Sant’Antonio in Mercadello, svettano fili della luce e torri dell’acquedotto.

Papaveri, Fossoli

A Rovereto, la scossa del 29 maggio ha ucciso il parroco, Ivan Andreoli, che era rientrato nella chiesa già lesionata, nel tentativo di salvare una statua della Madonna. A pregare per lui, poco meno di un mese dopo, anche papa Benedetto XVI. Oggi, però, molti lamentano solitudine e abbandono. Gli esami di scuola media si vanno a fare a Santa Croce di Carpi. Lo scuolabus giallo aspetta a due passi dalla zona rossa. Un’insegnante fa l’appello. “Salem è tornato in Marocco”, annunciano i compagni giustificando l’assente.

Il prato tra la Chiesa e l’argine del Secchia è diventato sin dalle prime ore un accampamento autogestito, complici i tavoli e i tendoni già allestiti per la festa del paese. “I primi tre giorni abbiamo dato da mangiare a 800 persone”, spiega Danilo, dell’associazione “Insieme per Rovereto”. Operaio in un maglificio, dedica al volontariato il tempo libero forzato della sua cassa integrazione “non da sisma, ma da crisi”. Danilo spiega che “le prime tende della protezione civile sono arrivate dopo giorni, e il sindaco fino a ieri non si è fatta vedere”.

L’ìv vutèda, adèsa à vla tgnìv!”, l’avete votata, tenetevela, esclama Maria Grazia. La zona giorno della sua casa è sotto le fronde di un tiglio, due tavoli di plastica e un ombrellone che condivide con la vicina dominicana, Wendy. Una a destra e una a sinistra, le tende igloo. Una portantina di metallo azzurra dà riparo a un coniglietto, portato giù dopo il sisma assieme a Bombo, il gatto sovrappeso. Maria Grazia ha i piedi gonfi e l’abbronzatura a strisce da campeggio forzato. La palazzina, spiega, sarebbe agibile, ma è tenuta sotto scacco dal campanile pericolante, sul cui destino deve pronunciarsi la Soprintendenza. “Intanto la nostra vita è bloccata”, spiega, “ci muoviamo solo con le scosse”. Il 29 maggio ha visto gli alberi toccarsi, il campanile ondeggiare, e per tutta la giornata il terreno sotto i piedi era caldo e fluttuava, “come camminare sulla gommapiuma”

Nella tenda dove il Comune dà informazioni il clima è rovente. Il tabaccaio vorrebbe riaprire il negozio, è stanco di ricevere come aiuti “un tè e un panino”. Qualcuno gli suggerisce di “vendere on line i gratta-e-vinci terremotati”. Ma c’è anche chi vede aspetti gli positivi. A Dario non dispiacciono le serate in accampamento “a contar fòle”, come una volta. Tiziano si è commosso nel ricevere l’aiuto di tanti per mettere in salvo lavatrici e televisori dal suo negozio. Il gruppo di poliziotti romani, che domani sarà sostituito da un nuovo turno, va in cerca di uova e pancetta, per salutare Rovereto con una carbonara dopo la partita dell’Italia.

Continua…

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